La Storia Azzurra

1904: nacque a Napoli la prima Squadra calcistica, chiamata Naples, per iniziativa di un inglese che lavorava in un' agenzia marittima napoletana, James Poths, e di un ingegnere napoletano, Emilio Anatra.
1912: i napoletani si staccarono dagli inglesi fondando per loro conto un'altra squadra, l'U.S. INTERNAZIONALE.
1912-13: Naples e Internazionale partecipano per la prima volta al campionato federale. Il Naples vince il Girone Campano ed è 2° nelle semifinali Centro-Sud.
1913-14: Il Naples e' 2° nel Girone Campano vinta dall'Internazionale che sara' poi 2° nelle Semifinali Centro-Sud.
1914-15: Internazionale 1° e Naples 2° nel Girone Centro-Sud. Finalissima non disputata per causa della guerra.
1919-20: Girone Campano: 1° Internazionale, 2° ProNapoli, 3° Naples, l'Internazionale è 3° nel Girone B delle Semifinali Centro-Sud.
1920-21: Girone A Campano: 2° Naples; Girone B 1° Internazionale, 3° Pro Napoli. Girone finale Campano: 3° Naples, 4° Internazionale. SemiFinale Centro-Sud: 2° Naples del Girone A.
1921-22: 4° Internazionale, 6° Naples del Girone Campano, Lega Sud (C.C.I.).
1922: per esigenze di carattere finanziario, Naples (di Del Pezzo) ed Internationale (di Emilio Reale) si fusero dando vita alla INTERNAPLES, che scelse la maglia azzurra, tutt'ora il colore sociale del Napoli.
1923-24: Internaples 2° nel Girone Campano, 3° nella Semifinale Lega Sud.
1924-25: Internaples 3° nel Girone Campano.
1925-26: Internaples 1° nel Girone Campano, 1° nel Girone A delle Semifinali del Girone Lega Sud. Battuto in finale dall'Alba.

Logo originale della ASSOCIAZIONE CALCIO NAPOLI fondata il 1° Agosto 1926 Il 1° agosto 1926 l'assemblea dell'Internaples decise di cambiare il nome della Societa' costituendo l'ASSOCIAZIONE CALCIO NAPOLI (ad opera di Giorgio Ascarelli)

1926-27: 10° nel Girone A del Campionato Nazionale.
1927-28: 9° nel Girone A del Campionato Nazionale; la retrocessione, fu evitata per la benevolenza di alcuni dirigenti federali che ampliarono il numero delle squadre partecipanti alla Prima Divisione.
1928-29: 8° nel Girone B del Campionato Nazionale. INIZIO DEL GIRONE UNICO
1929-30: 5° in Serie A; Napoli e Lazio si contendono in uno spareggio la permanenza in massima serie, finisce pari, bisognerebbe giocare una gara-bis ma Ascarelli riesce a fare in modo che entrambe le compagini vengano tratte in salvo dalla Federazione. Gli appassionati crescevano di numero e così Ascarelli realizzò un impianto da 10.000 posti nel rione Luzzatti: la partita inaugurale si disputa il 16 Febbraio del 1930, quattro ad uno alla Triestina, pochi giorni dopo lo stesso Ascarelli muore per una peritonite fulminante.
1930-31: 6° in Serie A; questo campionato fu tra i migliori dell'epoca anche, soprattutto, grazie ad Emilio Colombari, mediano ex Torino soprannominato "O Banco e Napule" per l'alta cifra spesa per il suo ingaggio da parte del presidente On. Giovanni Maresca di Serracapriola. Alla fine del girone d'andata il Napoli era addirittura secondo, poi Sallustro fu richiamato alle armi e gli azzurri finirono sesti. Vojack segnò ben venti reti.

1931-32: 9° in Serie A; non si riuscì a ripetere quanto di buono fatto l'anno prima e si chiuse con un mediocre nono posto con 35 punti all'attivo.
1932-33: 3° in Serie A; con una dispendiosa campagna acquisti si rischiò di mandare in rovina la società salvata dall'Ing. Vincenzo Savarese, ma portò alla costruzione di una grande squadra che si piazzò addirittura al terzo posto, nonostante le prestazioni di Sallustro fossero a corrente alternata per "questioni di cuore". La qualificazione alla Coppa Europa sfuggì solo poichè il Bologna ebbe una miglior differenza reti. A fine campionato, l'"Ascarelli" chiuse momentaneamente i battenti per lavori di ampliamento.
1933-34: 3° in Serie A con 46 punti dietro Inter e Juve.
1934-35: 7° in Serie A con soli 29 punti.
1935-36: 8° in Serie A in condominio con Milan, Alessandria e Genoa.
1936-37: 13° in Serie A era la peggior posizione occupata dal Napoli negli ultimi anni.
1937-38: 10° in Serie A non fu accolto positivamente dal Comandante Lauro.
1938-39: 5° in Serie A ed anche ad una storica vittoria sul campo dell'Ambrosiana per due ad uno.
1939-40: 13° in Serie A la B fu evitata per miracolo grazie ad una migliore differenza reti rispetto all'allora Liguria.
1940-41: 7° in Serie A a parità di punti con il Torino.
1941-42: 15° in Serie A è la prima retrocessione, fatale la sconfitta, all'ultima giornata, in casa del Genoa per tre reti a zero.
1942-43: 3° in Serie B non bastò per tornare nella massima serie.
1943-44: Campionati di calcio sospesi per la Seconda Guerra Mondiale.
1944-45: 3° nel Campionato Regionale Campano. Dopo l'interruzione, nel 1943-44 furono creati a Napoli due club: la Società Sportiva Napoli, promossa dal giornalista Arturo Collana, e la Società Polisportiva Napoli, fondata dal Dott. Gigino Scuotto, nei locali del bar Pippone. La fusione avviene nel Gennaio del 1945 con la denominazione di Associazione Polisportiva Napoli presidente Pasquale Russo. La squadra prese parte ad un campionato regionale con Stabia, Scafatese, Frattese ed altre compagini campane. Si giocava nel recinto dell'Orto Botanico poichè l'"Ascarelli" era stato abbattuto. Durante la gara con la Salernitana, l'arbitro Stampacchia sul punteggio di uno ad uno perse le redini della gara e si scatenò una rissa: la giacchetta nera si finse morto per placare gli animi e... ci riuscì.  
1945-46: 1° nel Campionato misto A e B Centro Sud davanti a Bari e Roma, si andò così alle finali nazionali col quinto posto su otto squadre. Promosso in Serie A.
1946-47: 8° in Serie A; si torna al girone unico, si gioca al Vomero, ottavo posto finale a pari merito con l' Atalanta.
1947-48: 18° in Serie A. Retrocesso per la 2 volta in Serie B.
1948-49: 5° in Serie B, si resta con 45 punti.
1949-50: 1° in Serie B. Promosso in Serie A; furono ben undici i risultati utili consecutivi, il finale di torneo fu semplicemente strepitoso e gli azzurri superarono anche l'Udinese piazzandosi al primo posto.
1950-51: 6° in Serie A; l'acquisto boom del campionato successivo, con Amadeo Amadei si raggiunse il sesto posto finale con 41 punti.
1951-52: 6° in Serie A; si apre la stagione con Alfonso Cuomo nominato presidente e Lauro nelle vesti di finanziatore fu di nuovo sesto posto.
1952-53: 4° in Serie A; il primo acquisto di Lauro, sempre più padre-padrone della società, fu un centravanti svedese Hasse Jeppson pagato dal Comandante all'Atalanta, proprietaria del cartellino, ben 105 milioni. Con Jeppson arrivò anche dal Novara il guizzante Bruno Pesaola. E' un anno splendido, il Napoli finisce quarto, Jeppson segna 14 reti.
1953-54: 5° in Serie A con 38 punti, stavolta Jeppson di reti ne realizzò venti, tre in meno del capocannoniere di stagione Nordhal.
1954-55: 3° in Serie A; la squadra conquista un fantastico terzo posto.
1955-56: 14° in Serie A; il campionato fu quello di Luis Vinicio, detto "O' Lione". Costò 60 milioni, si finì al quattordicesimo posto con 32 punti, Vinicio segna 16 reti, Jeppson otto.
1956-57: 11° in Serie A; si arrivò all'undicesimo posto con ben 18 marcature siglate da "O' Lione".
1957-58: 4° in Serie A; fu un grande Napoli che addirittura passò a Torino, sul campo della Juve, per tre ad uno con un Bugatti strepitoso e reti di Vinicio, Novelli e Di Giacomo. Le due sconfitte nelle ultime tre gare condannarono la compagine di Amadei al quarto posto, Vinicio segnò 21 dei 65 gol degli azzurri.
1958-59: 9° in Serie A.
1959-60: 14° in Serie A; si inaugura il "San Paolo", il 6 Dicembre 1959 ci sono oltre 80.000 tifosi a salutare il due ad uno sulla Juventus, marcatori Vitali e Vinicio.
1960-61: 17° in Serie A. Retrocesso in Serie B; Nel Giugno del 1960 dopo 5 anni va via Vinicio, per lui 152 partite e 69 gol in azzurro. Con lui lasciano il Napoli anche Pesaola, 204 gettoni con il "ciuccio", e Rambone. Fu un campionato disastroso e fu, di nuovo, serie B.

1961-62: Promosso in Serie A. Vince la prima Coppa Italia il 21 Giugno del 1962, stabilendo il record, ad oggi imbattuto, di una squadra di serie B a vincere una Coppa Italia. 1961-62: 2° in Serie B. Promosso in Serie A. Vince la prima Coppa Italia il 21 Giugno del 1962, stabilendo il record di una squadra di serie B a vincere una Coppa Italia. Ritorna Lauro che diede vita ad una campagna acquisti faraonica e fu serie A.

1962-63: 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B; la squadra è confermata quasi in blocco con l'innesto di Jarbas Faustinho Canè ed in Coppa a Belgrado esordisce Juliano ma il Napoli perderà la "bella" e sarà eliminato. Lo 0-2 con il Modena e la conseguente invasione di campo al "San Paolo" segnarono in pratica il ritorno in B. Lauro lasciò la società che passò al Dott. Gigino Scuotto.
1963-64: 8° in Serie B.

Logo originale della SOCIETA' SPORTIVA CALCIO NAPOLI fondata il 25 Giugno 1964 Il 25 giugno 1964 l' Associazione Calcio Napoli si trasformo' in SOCIETA' SPORTIVA CALCIO NAPOLI, l'attuale denominazione del "Napoli".
Il primo presidente fu
Roberto Fiore e il presidente onorario il comandante Achille Lauro.

1964-65: 2° in Serie B. Promosso in Serie A; in panchina torna Pesaola.

1965-66: 3° in Serie A. Vince la Coppa delle Alpi; 1965-66: 3° in Serie A. Vince la Coppa delle Alpi; arrivano due colpi clamorosi dal mercato: Josè Altafini, punta di diamante del Milan, ed Omar Sivori mezzala dalla Juve. Fu un grande Napoli. Storica la gara con la Juventus al "San Paolo" con la rete di Altafini e la "vendetta" di Sivori su Heriberto Herrera. Si finì terzi, al termine di un campionato esaltante con Altafini capocannoniere con 14 gol. Nell'estate del 66' il Napoli partecipò alla Coppa delle Alpi e la vinse avendo la meglio, grazie ad un Sivori straordinario, su Losanna-Zurigo, Basilea e Young Boys e Servette.

1966-67: 4° in Serie A; arrivano Ottavio Bianchi ed Orlando con 16 reti di Altafini.
1967-68: 2° in Serie A; arrivano Pogliana, Barison e Zoff, purtroppo nella sfida decisiva a "San Siro" contro il Milan di Rivera, Hamrin e Sormani non bastò il gol di Barison e gli azzurri chiusero la stagione proprio dietro ai rossoneri scudettati con nove punti di distacco. Era comunque il miglior risultato della storia, fino a quel momento.
1968-69: 7° in Serie A; il Napoli batte persino la Juventus al "San Paolo" con doppietta di Montefusco nella gara che segnerà l'addio al calcio di Omar Sivori, espulso e squalificato per sei turni: è il 1-12-68, la squadra arriva settima.
1969-70: 6° in Serie A; il primo campionato dell'era Ferlaino, vede Chiappella in panchina e gli arrivi di Hamrin, Monticolo e l'esplosione del "baronetto di Posillipo" Gianni Improta. La stagione non fu delle migliori: sesto posto finale con sole 24 reti messe a segno, otto siglate da Altafini.
1970-71: 3° in Serie A; il Napoli a "San Siro" con l'Inter si gioca in pratica lo scudetto. Nell'intervallo gli azzurri conducono uno a zero, rete di Altafini, ma poi Gonnella regala un rigore ai locali e Boninsegna pareggia. A chiudere i conti è lo stesso Boninsegna.
1971-72: 8° in Serie A; si vendono Zoff ed Altafini, quest'ultimo autore di 81 reti in azzurro, alla Juventus ed si acquista dal Sorrento il difensore Bruscolotti, che diventerà "pal' e' fierro".
1972-73: 9° in Serie A; per Chiappella è l'ultimo anno sulla panchina azzurra. Ferlaino chiama ad allenare "O' Lione", all'anagrafe Luis Vinicio, che dopo essere stato grande centravanti è diventato profeta del "calcio totale".
1973-74: 3° in Serie A; arrivano Giorgio Braglia ed il brasiliano Clerici, segneranno più di venti reti in due (storica la vittoria sulla Juve, reti di Canè e Clerici), si finisce terzi dietro la Lazio di Chinaglia e la Juve.
1974-75: 2° in Serie A; la squadra si rinforza con Burgnich, La Palma, Rampanti, Landini, Vendrame e Peppe Massa. E' una squadra stellare, va a Torino a giocarsi lo scudetto contro la Juve. Segna Causio, pareggia Juliano, Zoff compie miracoli a ripetizione ed in fine Altafini "Core 'ngrato" condanna gli azzurri, secondo posto a due punti dalla Juve.

1975-76: Vince la seconda Coppa Italia all'Olimpico contro il Verona: doppietta di Savoldi, Esposito e Braglia. 1975-76: 5° in Serie A. Vince la seconda Coppa Italia; Ferlaino, contro la volontà di Vinicio, cede Clerici per ingaggiare Beppe Savoldi, mister 2 miliardi. Napoli risponde con 70.000 abbonamenti. E' solo un quinto posto mentre vince la finale di Coppa Italia, all'"Olimpico" contro il Verona: doppietta di Savoldi, Esposito e Braglia.
1976-77: Vince la Coppa di Lega Italo-Inglese 1976-77: 7° in Serie A. Vince la Coppa di Lega Italo-Inglese; torna Pesaola in panchina ed arrivano Chiarugi, Speggiorin e Vinazzani finisce con un settimo posto.

1977-78: 6° in Serie A; Ferlaino per la panchina, sceglie Di Marzio, ed ingaggia Capone, Ferrario e Mattolini che sostituisce Carmignani. Sesto posto, grazie ai 16 centri di Savoldi, e qualificazione in Uefa.
1978-79: 6° in Serie A; Di Marzio dura due giornate, torna Vinicio. Vestono l'azzurro Caso, Filippi, Caporale, Claudio Pellegrini, il portiere Castellini, detto "il giaguaro", ed Attilio Tesser. Alla fine sarà sesto posto.
1979-80: 11° in Serie A; annata non delle migliori, anzi: Damiani, Agostinelli, Musella e Guidetti non evitano l'avvicendamento di Vinicio con Sormani.
1980-81: 3° in Serie A; Juliano siede dietro la scrivania di Direttore Generale. Il suo primo colpo si chiama Rudy Krol, libero olandese tecnicamente molto dotato. Marchesi, chiamato al timone della squadra, lancia il giovane Celestini e Gaetano Musella, trenta presenze e cinque reti. Il Napoli chiude terzo, Claudio Pellegrini segna undici reti.
1981-82: 4° in Serie A; campionato di Palanca bomber del Catanzaro, Criscimanni, Citterio e Benedetti, si finisce quarti con Pellegrini solito mattatore.
1982-83: 9° in Serie A; Ferlaino chiama Giacomini per sostituire Marchesi, arriva Ramon Diaz, che alla fine segnerà solo tre reti prima di emigrare a Milano. La squadra delude ma si salverà.
1983-84: 11° in Serie A; sarà ancora Marchesi sostituendo in panchina Santin a salvare il Napoli.
1984-85: 8° in Serie A; arriva Maradona ad accoglierlo al "San Paolo" il 5 Luglio del 1984 sono in 70.000. La squadra finisce ottava.
1985-86: 3° in Serie A; arrivano Garella, Bagni, Giordano e Renica con Bianchi che sostituisce Marchesi. Faranno la loro parte anche Pecci e Buriani. E' anche l'anno dell'esordio in prima squadra di un difensore proveniente dal vivaio, Ciro Ferrara.

1986-87: 1° in Serie A. Campione d' Italia il 10/5/87. Vince la terza Coppa Italia (RECORD condiviso con Juventus e Torino). 1986-87: 1° in Serie A. Campione d' Italia il 10/5/87. Vince la terza Coppa Italia (RECORD condiviso con Juventus e Torino). 1986-87: 1° in Serie A. Campione d' Italia. Vince la terza Coppa Italia (RECORD condiviso con Juventus e Torino). Nel 10/5/87 si pareggia con la Fiorentina, con rete di Carnevale, il Napoli è Campione d'Italia per la prima volta in 60 anni di storia. La squadra va a mille e conquista anche la Coppa Italia nella doppia finale con l'Atalanta: simile impresa era riuscita solo al Grande Torino ed alla Juventus nel 1960.

1987-88: 2° in Serie A; arriva anche Antonio Careca. In Coppa Campioni si è eliminati al primo turno dal Real Madrid, ed in campionato si arriva secondi dopo al Milan.

1988-89: 2° in Serie A. Vince la Coppa U.E.F.A. in finale contro lo STOCCARDA 1988-89: 2° in Serie A. Vince la Coppa U.E.F.A. Lo spogliatoio si spacca e al posto di Garella, Ferrario, Bagni e Giordano ci saranno Giuliani, Fusi, Crippa, Corradini ed il brasiliano Alemao. Il campionato è dell'Inter dei record ed il Napoli si concentra sulla Coppa Uefa che vincerà in finale con lo Stoccarda.
1989-90: 1° in Serie A. Campione d' Italia per la 2 volta il 29-4-90 . 1989-90: 1° in Serie A. Campione d' Italia per la 2 volta. A Bianchi subentra Bigon, è l'anno anche del giovanissimo Zola che sostituirà per le prime partite Maradona che tornerà per il match con la Fiorentina. Il Napoli vincerà il suo secondo scudetto con un gol il 29-4-90 di Marco Baroni, che di testa sigla la rete del vantaggio contro la Lazio nel match che risulterà decisivo.
1990-91: Vince la Super Coppa Italiana contro la JUVENTUS che batterà per 5-1. 1990-91: 7° in Serie A. Vince la Super Coppa Italiana. Si comincia con una squillante vittoria nella Supercoppa Italiana: 5-1 alla Juventus. Il Napoli è eliminato dalla Coppa Campioni al secondo turno, in campionato non va bene in piena zona retrocessione. Con qualche vittoria si rimette in sesto. Maradona gioca la sua ultima partita al San Paolo con il Bari, vittoria 1-0 (Zola) il 17/3/91, dopo poche settimane viene squalificato per doping. Si chiude mestamente al settimo posto.

1991-92: 4° in Serie A, arriva il tecnico emergente Ranieri.
1992-93: 11° in Serie A; sulla panchina del Napoli siede ancora Claudio Ranieri, arrivano, l'uruguayano Fonseca e Roberto Policano. La squadra non gira. Sulla panchina del Napoli ritorna Ottavio Bianchi. Il tecnico risistema la squadra per una salvezza tranquilla.
1993-94: 6° in Serie A; arriva come tecnivo Marcello Lippi. La squadra parte male ma nelle ultime giornate conquista un posto in Uefa.
1994-95: 7° in Serie A; Lippi, a fine stagione, lascia il Napoli, destinazione Juventus. Ferrara, bandiera nonché capitano del Napoli, segue il tecnico. Fonseca va alla Roma. Arriva sulla panchina del Napoli Vincenzo Guerini che porta da Ancona l'attaccante Agostini. Il Napoli comincia male. Guerini viene esonerato dopo un 5-1 subito a Roma contro la Lazio. Arriva Boskov che con il suo entusiasmo porta i partenopei a ridosso della coppa Uefa che sfuggirà per un niente. Da registrare il record di vittorie consecutive in serie A con la regola dei tre punti per vittoria (cinque di seguito dalla 29° alla 34°).
1995-96: 10° in Serie A; vengono ceduti, per esigenze di bilancio, Cannavaro e Carbone si rischierà la serie B che sarà evitata nelle ultime giornate.
1996-97: 12° in Serie A; il Napoli si avvale di Ottavio Bianchi come consulente tecnico, chiama sulla panchina azzurra l'esperto Gigi Simoni che verrà esonerato il 12 aprile '97 dopo una sconfitta in casa con l'Atalanta ed un mancato rinnovo preteso dal tecnico. Montefusco prende il suo posto. La Coppa Italia regala grandi soddisfazioni ai tifosi del Napoli, si arriva in finale, poi persa col Vicenza. La stagione finisce al dodicesimo posto.
1997-98: 18° in Serie A. Retrocesso in Serie B; è l'anno dei record negativi della S.S.C. Napoli, si scende inesorabilmente in B con quattordici punti due vittorie otto pareggi ventiquattro sconfitte.
1998-99: 9° in Serie B; Juliano sceglierà come allenatore Renzo Ulivieri, la squadra non riuscirà mai a combattere realmente tra le squadre che lottano per andare in A.
1999-00: 2° in Serie B. Promosso in Serie A. Arriva come tecnico Novellino. Arrivano Stellone, Oddo, Lucenti e Matuzalem. Lasciano Napoli Rossitto, Tagliatatela, Murgita e Daino. Un rendimento costante in casa e la preziosa vittoria in casa della Sampdoria, il 22 aprile con reti di Asta e Schwoch, permettono agli azzurri di risalire in A.
2000-01: 17° in Serie A. Retrocesso in Serie B; Ferlaino non è più il proprietario unico del Napoli. E' affiancato al 50% da Giorgio Corbelli. Viene smantellata la squadra, ceduto Schwoch e stranamente sostituito Novellino da Zeman, ma il tecnico boemo viene esonerato dopo sei gare senza mai riuscire a vincere. Al suo posto c'è Mondonico. Nonostante il cambio in panchina e l'arrivo del brasiliano Edmundo, gli azzurri non riescono ad evitare la seconda retrocessione in tre anni.
2001-02: 5° in Serie B; Ferlaino e Corbelli per la serie B scelgono come guida tecnica Luigi De Canio. Una falsa partenza e la mancanza di un'alternativa a Stellone non permetteranno al Napoli di ritornare in A. La partita per entrare nel lotto delle quattro "elette" si svolge al San Paolo contro la Reggina sono presenti 70.000 spettatori, non si va al di là del pari 1-1, si resta in B.
2002-03: 16° in Serie B; si parte con una nuova dirigenza che ha come presidente Salvatore Naldi, imprenditore napoletano, che preleva la squadra ed i suoi debiti salvandola da un fallimento quasi sicuro. Tecnicamente si affida la squadra all'allenatore Colomba che non avendo un organico competitivo relega la squadra verso la C, subentra il "Professore", il messinese Scoglio e sei nuovi innesti voluti dal nuovo allenatore... Dopo un promettente inizio la squadra cade ancora in profonda crisi di gioco e di risultati che porterà la Società ad esonerare Scoglio con il rientro di Colomba. Il Napoli si salverà all'ultima giornata di campionato con 45 punti dopo tante ansie e paure.
2003-04: 14° in serie B; comincia con tanta voglia di fare bene, e con l'aiuto di Moggi, molti sono gli innesti nuovi voluti dal nuovo tecnico Agostinelli e Direttore Tecnico Perinetti. Le speranze di tornare finalmente in "A" sono tante, ma sin dalle prime giornate di campionato si vede una squadra "fotocopia" dell'anno precendente, non si vede gioco e tantomeno punti in classifica. Il tecnico è già in discussione e come se non bastasse ci si mettono anche i presunti "Tifosi" con le loro intemperanze... Quelli che tutti pronosticavano è successo, fatale il derby in casa con la salernitana per il tecnico Agostinelli che, a fine gara viene esonerato per la mancanza di risultati e di gioco, al suo posto arriva l'esperto Gigi Simoni. Con il nuovo allenatore le cose non cambiano, i risultati stentano ad arrivare e la squadra non fa altro che collezionare una sfilza impressionante di pareggi che collocano la formazione partenopea in una situazione di classifica assolutamente anonima.
La stagione finisce senza sussulti particolari per la squadra (che non retrocederà in serie C1 sul campo), ma non la Società. Il Presidente Naldi si dimette, i debiti aumentano sempre di più, i giocatori sono in subbuglio per la mancanza di stipendi arretrati, è fallimento e lo spettro della retrocessione in C è sempre maggiore. Delle tante sospirate cordate di imprenditori napoletani per rilevare la squadra nemmeno l'ombra, si fa avanti solo l'imprenditore Luciano Gaucci, che tra tante traversie ed ostacoli cerca di salvare la Società che ormai sembra essere sull'orlo del baratro. Dopo un lungo mese di trattative, litigi ed intense tra Lega Calcio, Politica, Avvocati, Tribunali, Ricorsi, e..., finalmente si viene a capo della vicenda il 06 Settembre 2004, con il produttore cinematografico Aurelio De Laurentis che diverrà il nuovo proprietario del Napoli, che ripartirà dopo il fallimento con la Napoli Soccer. Comincia l'impegnativo lavoro di riportare lustro, moralità, prestigio ad una squadra che da dieci anni è stata in agonia.

La prima Squadra calcistica a Napoli nacque nel 1904 per iniziativa di un inglese che lavorava in un'agenzia marittima napoletana, James POTHS, e di un ingegnere napoletano, Emilio Anatra. La Squadra si chiamò Naples. Nel 1912 i napoletani si staccarono dagli inglesi fondando per loro conto un'altra squadra: l' U.S. INTERNAZIONALE. Nel 1920, per esigenze di carattere finanziario, Naples ed Internationale si fusero dando vita alla INTERNAPLES, che scelse la maglia azzurra, tutt'ora il colore sociale del Napoli. Il 23 agosto 1926, l'assemblea dell'Internaples decise di cambiare il nome della Societa' costituendo l'ASSOCIAZIONE CALCIO NAPOLI. Risale a quella data l'atto di nascita del Napoli di oggi.

Il 25 giugno 1964 l' Associazione Calcio Napoli si trasformo' in SOCIETA' SPORTIVA CALCIO NAPOLI, l'attuale denominazione del "Napoli".
Il primo presidente fu Roberto Fiore e il presidente onorario il comandante Lauro.

Il Napoli ha vinto il campionato nella stagione sportiva 1986/1987 (Presidente Corrado FERLAINO; Direttore Generale: Italo ALLODI; Allenatore Ottavio Bianchi), e nella stagione sportiva 1989/90 (Presidente Corrado FERLAINO ; Direttore Generale: Luciano MOGGI; Allenatore Albertino BIGON).

Si è classificato 4 volte al secondo posto: nel 1967/68 (Presidente Gioacchino LAURO; Allenatore Bruno PESAOLA); nel 1974/75 (Presidente Corrado FERLAINO; Allenatore Luis VINICIO); nel 1987/88 (Presidente Corrado FERLAINO; Allenatore Ottavio Bianchi); nel 1988/89 (Presidente Corrado FERLAINO ; Allenatore Ottavio BIANCHI).

Per tre volte il Napoli ha vinto la Coppa Italia: nel 1962, 1976 e 1987 [da ricordare che il Napoli e' l'unica squadra che e' riuscita a vincere la Coppa Italia pur militando nel campionato di serie B (1961/'62)].

Nella stagione 1986/87 il Napoli ha vinto, pertanto, sia il Campionato sia la Coppa Italia, conquistando una accoppiata riuscita in precedenza solo due volte, al Torino e alla Juventus.

Nelle competizioni europee il Napoli ha vinto la Coppa UEFA nella stagione 1988/1989 (Presidente Corrado FERLAINO; Direttore Generale: Luciano MOGGI; Allenatore Ottavio BIANCHI), la Coppa delle Alpi nel 1966 e la Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1976, e Supercoppa di Lega Italiana nel 1991.

Nella stagione 1997/1998 (Presidente Corrado FERLAINO; Direttori Generale Ottavio BIANCHI e Salvatore BAGNI; Allenatori Mutti, Mazzone, Galeone e Montefusco) il Napoli si classifica all'ultimo posto e retrocede in serie B.

Il Napoli ha partecipato a 60 campionati di A a girone unico vincendo 2 scudetti, nel 1987 e nel 1990; 2 i secondi posti; 7 i terzi; 5 i quarti; 4 i quinti; 8 volte i sesti; 6 volte settimi, 5 volte ottavi e 2 volte noni.
Per il Napoli 5 retrocessioni piazzandosi 15.mo, 16.mo, 17.mo, 18.mo e 21.mo nel 47/48, quando fu retrocesso all'ultimo posto anche per un tentativo di corruzione.

Nel Settembre del 2004 la Società Sportiva Calcio Napoli fallisce e con essa tutti i trofei e tutta la sua storia calcistica, sulle sue ceneri viene creata una nuova società denominata Napoli Soccer che inizia le sue competizioni nazionali nel girone B della serie C1.
2004-05: 3° in serie C1 Girone B.

Era Napoli Soccer:

2004-05: 3° in Serie C1 Girone B. Anche la serie minore, quella della C1, non è molto esaltante pel la nuova Società "Napoli Soccer", di Aurelio Delaurentis, infatti, costruita in poco meno di una decina di giorni per le note vicende fallimentari, si allestisce una rosa che, seppur sulla carta abbastanza competitiva per la categoria non da alcuna soddisfazione alla tifoseria azzurra. L'anno si chiude con una sconfitta a Rimini ed è la sesta per quest'inizio di campionato, si è fuori per ora dalla zona promozione e la squadra non promette alcun miglioramento. Si Spera in Pier Paolo Marino, direttore Generale che, per gennaio, nel mercato di riparazione possa effettuare qualche innesto fondamentale e decisivo per il salto di categoria. Sono anni che il tifoso azzurro spera, si sperava in serie A, abbiamo sperato in serie B,... non ci resta che sperare anche in C1... ma il fondo di questo baratro quanto è profondo ???
Gennaio è arrivato, sono stati fatti degli acquisti importanti ma, la squadra non da i risultati sperati anzi, alla seconda di ritorno la squadra è ancora fuori dalla zona play-off, c'è bisogno di una sterzata, e la sterzata arriva con l'esonero dell'allenatore Ventura, reo di non aver dato una fisionomia tattica alla squadra. Lo si sostituisce con Edy Reja, allenatore navigato, molto esperto dal quale tutti ci aspettiamo che riesca ad amalgamere una squadra dal punto di vista tattico ma ancor più dal punto psicologico. La squadra, con i nuovi innesti, compie un buon girone di ritorno piazzandosi al terzo posto e pertanto parteciperà alla fase finale dei play-off affrontando nella prima partita la Sambenedettese. Superato brillantemente il primo ostacolo, la squadra deve affrontare la bestia nera dell'Avellino. La prima sfida si gioca al San Paolo e finisce con uno 0-0 che non aiuterà la squadra nella partita di ritorno. Infatti, costretti a vincere al Partenio nella partita più importante della stagione, il risultato del campo vede prevalere gli Irpini per 2-1. E' la fine di un sogno, quello di ritornare in "B" per la grande risalita in "A". Si spera nei ripescaggi, altrimenti sarà un'altro anno di inferno per i tifosi azzurri.

ALBO D'ORO :

1986/87, 1989/90 Campione d'Italia
1961/62, 1675/76, 1986/87 Coppa Italia
1949/50, 1965/66, 2000/01 Campionato Serie B
1965/66 Coppa delle Alpi
1988/89 Coppa Uefa
1990/91 Supercoppa Italiana
1976/77 Coppa di Lega Italo-Inglese

 

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